It’s Time for South Africa-South Africa’s Tour in Harley-Davidson

It’s Time for South Africa

South Africa’s Tour in Harley-Davidson

23 dicembre 2011 / 8 gennaio 2012

Ore 13.30 del 23 dicembre. Si parte!

Da Milano diretti a Il Cairo per poi ripartire in nottata alla volta di Johannesburg. Arriviamo la mattina alle 8.00 del 24 dicembre e all’aeroporto una delegazione del Johannesburg Chapter ci attende, capitanata dalla fantastica Giovanna Candelori Piper, accompagnata dal marito Nicholas e dagli amici Pierre e Alba Delport.
Ci aspettano con la loro bandiera ma già nei giorni precedenti avevamo avuto modo di conoscerci bene per telefono. Giovanna è un mito, è forte, un centravanti di sfondamento, non la ferma neanche una cannonata!
Dopo averci prelevato, concordano per noi con la società di noleggio il ritiro della nostra moto un po’ più tardi del previsto per permetterci di fare la mitica colazione con loro (eggs, bacon, hamburger and tomato) e di visitare la concessionaria. Benvenuti nel paese dei balocchi! Street Glide sovralimentata, moto con aerografie da spettacolo, di tutto di più per l’abbigliamento.
Al piano superiore il ritrovo del Chapter, la loro sede con un bellissimo bar stile food and drink. La colazione l’abbiamo fatta qui, insieme ad una bella birretta e nel frattempo abbiamo conosciuto altri bikers.

Alle 13.00 siamo andati a ritirare la nostra moto… Amara sorpresa, non era quello che avevamo prenotato mesi prima, ovvero un Road King ma un Softail senza portapacchi. Che fare?? Stare calmi… e rifare i bagagli in funzione della nuova moto, con un po’ di fantasia all’italiana.
Raggiungiamo l’hotel, nella città di Centurion – Quartiere di Irene – molto vicino a Pretoria. Un bellissimo Lodge ci attende, L’”Irene Country Lodge”. Una doccia, un po’ di riposo e poi via.
La sera ci ritroviamo a “Monte Casino”, all’interno di un paese al coperto, fedele riproduzione della città italiana di Montecassino. E’ un qualcosa che ha dell’incredibile, c’è tutto ma davvero tutto. Persino il tramonto…

Natale 25 dicembre – Il nostro risveglio è scandito dal cinguettio di centinaia di uccellini del parco adiacente l’hotel che annunciano una bella e calda giornata di sole. Oggi, Natale, grande giornata: pranzo al “Club Italiano di Johannesburg”, cucina tipica e molti italiani, figli di immigrati che ormai da oltre 50 anni sono quaggiù e che di tornare non ci pensano proprio. Ottimo pranzo, davvero ben cucinato. Prima del pranzo siamo ospitati a casa di Giovanna per conoscere la sua famiglia e i suoi figli ed assisterli nello scambio dei regali. Giovanna, di origini abruzzesi, ha ricevuto una bellissima fibbia dell’Harley in regalo per la sua nuova cintura, è felicissima.

26 dicembre – E’ ora di lasciare Johannesburg alla volta di Port Elizabeth, con una tappa intermedia a Bloemfontein. Da Kroonstadt in poi abbiamo guidato sotto un vero diluvio universale, pioggia monsonica ma fortunatamente all’arrivo a Bloemfontein il sole fa capolino all’orizzonte.
La sera andiamo al Waterfront (qui quasi tutti i paesi hanno il Waterfront) e gustiamo dell’ottimo pesce da “Ocean Basket”.

27 dicembre – Lasciamo Bloemfontein la mattina presto. Attraversiamo Colesberg, Nouport, Middelburg sotto un cielo che diventa sempre più nero e ci chiediamo dove sia l’estate e il caldo africano. Gli ultimi 250km verso Port Elizabeth ce li ricorderemo per un po’: vento e pioggia, moto di traverso, carico di bagagli non previsto per un Softail. Arriviamo a Port Elizabeth al pomeriggio; sotto il diluvio cerchiamo di recuperare il bagaglio. All’interno dell’hotel “Villa Tuscana” una coppia di sposi stava scattando le foto del matrimonio. Bellissimi, lui in bianco e lei in blu con le damigelle vestite di blu… ma in quel momento non abbiamo prestato molta attenzione a ciò che stava accadendo. Credo che gli sposi fossero sconcertati dal vedere due marziani scendere da una moto e che magari si aspettassero un’altra accoglienza!
Ci rigeneriamo con una bella doccia e la sera ceniamo al “Blue Waters Cafè”, assistiti dalla gentilissima Robbie, sul lungomare di Port Elizabeth.

Port Elizabeth

28 dicembre – Il tempo ancora incerto promette pioggia.
Partiamo in fretta, verso l’ADDO NATIONAL ELEPHANT PARK a circa 80 km da Port Elizabeth, per un safari in jeep che avevamo già prenotato a luglio scorso. Pioggerellina, tempo bruttino. Si parte in jeep nella speranza di vedere qualche animale, non è detto… va a fortuna. Partiamo intorno alle 9.00. Se fossimo partiti prima avremmo potuto vedere i leoni durante le battute di caccia. Intercettiamo delle zebre, non vicinissime, sui pendii della montagna.
In lontananza vediamo molte jeep e macchine ferme, motore spento, un silenzio irreale. Deve esserci qualcosa… Un branco di elefanti che sta attraversando la strada, con i piccoli. Siamo fermi, ci passano vicino, ti guardano, ti studiano, non li senti neanche camminare. I loro occhi sono dolci, non mettono paura. Mangiano, vanno e vengono, molti altri sono fermi sule pendici delle colline. Si mettono l’erba sulla schiena: una sorta di scorta, per i lunghi viaggi e per poter mangiare.
Non è finita qui: altra sosta, ancora più macchine. E finalmente appare il re della foresta, il leone.
Un branco di quattro leoni, un adulto e tre giovanissimi…. impegnati a dormire. Il capo branco dà spettacolo, si alza, si rotola, “va in bagno”, ci guarda, si mette in posa e poi crolla in un sonno profondo. Tutti gli altri, non si scompongono neanche un po’…
Rimaniamo fermi un bel po’ a osservare questi animali splendidi e poi ripartiamo. In lontananza gazzelle, iene e facoceri. Sull’asfalto, uno “stercolaro” impegnatissimo a trasportare il suo bottino…
Ahimè non vediamo altro ma siamo già ampiamente soddisfatti così, non potevamo chiedere di meglio.

 

 

La giornata finisce a visitare la Donkin Reserve (dover sorge il faro ed è realizzata dal fondatore della città Sir Rufane Donkin). Qui sorge il memoriale dedicato alla moglie di Sir. Rufane, una piramide costruita accanto la faro, che sorge proprio sopra al porto e che domina la città.
Nel pomeriggio, ci dirigiamo verso Cape Recife, natura incontaminata, “baboons” (babbuini) appesi ai cavi dell’alta tensione, dune di sabbia, anche qui un faro e una miriade di conchiglie grandissime sulla spiaggia. Una passeggiata sulla spiaggia è quello che ci vuole per rilassarsi un po’. Qui la vista sull’Oceano Indiano è mozzafiato.

 

La sera ritorniamo in Hotel e ci dirigiamo verso il Borderwalk, dove ci fermiamo a gustare un ottimo hamburger da “Squires”. In qualunque ristorante ti rechi a cenare hai il tuo cameriere personale, che si presenta, ti dice come si chiama e ti assiste in tutto e per tutto! Qui noi avevamo “Bongani”.

29 dicembre – Ci dobbiamo avvicinare a Cape Town, dove è in programma una sosta di 5 giorni e ripartiamo verso Mossel Bay, attraverso la nazionale 2 e poi la Route 102 con sosta per la colazione a Humansdorp al Cafè “Le Chamaleon”, un localino molto bello che già alle 8 del mattino sa offrire delle colazioni da favola in un ambiente di gran lusso anche se da fuori non ci dareste “due lire”. All’interno pianoforte, vasi con enormi bouquet di fiori, salette molto belle, vini ovunque alle pareti. Colazione super e ripartenza veloce attraverso foreste, fattorie e piccole cittadine.
A cena facciamo una sosta al “Gannet”, locale rinomato, molto “in”, dopo aver raggiunto l’”Hotel Bar T-Nique” che si trova alla sommità di Mossel Bay e che per raggiungerlo la strada è ripidissima, quasi diamo il giro con tutti i bagagli. Certo è che la vista che si gode da lassù, su tutta la baia, non ha prezzo.
Nel pomeriggio siamo stati anche in spiaggia, “Mosquito Beach”. Qui Bartolomeo Diaz nel 1488 ha gettato l’ancora della sua nave e da qui parte il trenino storico O-T-Ochoa. Sulla spiaggia di Mossel Bay fermatevi al ristorante “Le Pavilion” e ordinate le potatoes skin, uno sballooo!!

30 dicembre – Partenza alla volta di Cape Town di buon mattino. Prendiamo la N2 (qui l’autostrada non si paga, solo fuori dalle città di Joburg e Cape Town) con la nostra compagna di viaggio, il Softail, e per circa un paio d’ore godiamo di una magnifica vista sulle colline. Giungiamo a Caledon, facciamo benzina e ripartiamo verso Hermanus. La strada, ben presto si trasforma in uno sterrato impercorribile in Harley a causa del fondo stradale in terra battuta e pietre appuntite. Qui si dice che si possano avvistare le balene, ma ahimè siamo arrivati 15 giorni in ritardo! Eh si, solo da settembre sino al massimo a metà dicembre le balene fanno capolino proprio di fronte ad Hermanus e qui c’è anche chi si è creato un lavoro ad hoc come avvistatore di balene!! Va beh, pazienza… ci consoliamo con un pranzo tipico da “Annie Sa Kombius” a mangiare il Bobooti (non abbiamo capito ancora adesso cosa sia), lo struzzo ed altre specialità. Il localino, molto carino ed intimo, è gestito da Annie, signora di origini europee molto gentile, ed ha un dehors all’aperto situato in una via interna molto tranquilla.

Nel pomeriggio ripartiamo verso Cape Town e giungiamo nella capitale verso le 16:00. L’hotel, il “Fountains Hotel” si trova in pieno centro, in corrispondenza dei grattacieli ABSA e FNB, vicino alla stazione. Spartano ma con tutti i servizi ed un’ottima colazione, è comodissimo per partire da Cape Town ed andare in ogni direzione.
Cape Town ci ha stupito: non c’è traffico, strade larghissime a cinque corsie, la si gira in un batter d’occhio, tranquilla sia di giorno che di sera anche a piedi. Moltissima attenzione alla sicurezza. La città ci accoglie con una bellissima giornata di sole e vento, qui c’è sempre il vento, ovunque, bisogna farsene una ragione. Subito, anche se è estate non ci si riesce a liberare della felpa, l’aria è fredda ma il sole ustionante…
La sera cena indimenticabile da “Mario’s” il ristorante italiano più famoso di Cape Town fondato nel 1971. Mario, il fondatore, se n’è andato 25 anni fa ma la moglie Pina e la figlia lo portano avanti con dignità.
Si mangia italiano, rigorosamente italiano. Compresa la pizza; ma qui la pizza la sanno fare buona ovunque, indimenticabile quella di Port Elizabeth al Blue Waters (che abbiamo preso come una sorta di schiacciatina e che in realtà era ottima) e quella al “Pappardelli” di Joburg.
Al termine della cena facciamo due chiacchiere con la signora Pina, che di tornare in Italia non ci pensa neanche un po’. Oltretutto nel vedere cosa sta succedendo nel nostro paese ci prende lo sconforto, quasi un rigetto. Qui a trovare un pezzo di carta per terra è impossibile, l’erba delle aiuole e dei parchi è come quella dei campi da golf, i bambini corrono scalzi per strada e ovunque senza rischi, tutti sono gentili. Qui pagano le tasse e il canone della tv, ma sentendo gli italiani che da anni hanno un’attività sia qui sia nello Swaziland, non pensano di tornare, ma neanche un po’. Non è un buon segno…

31 dicembre – Giornata all’insegna della natura, perché la nostra meta oggi è Boulder’s Beach e il Capo di Buona Speranza (Cape of Good Hope Natural Reserve).
Lasciamo Cape Town attraversando Victoria Road, lunghissima e lungo la quale coesistono diverse etnie e quartieri con negozi tipici. Passiamo per George Town e con una giornata di sole degna di una piena estate arriviamo finalmente a Boulder’s Beach. Qui anziché le balene avremo la possibilità di vedere la famosissima colonia di pinguini, circa 3000. Ovviamente tutto letto sui libri e documentato su internet, ma la perplessità viene sempre: ci saranno davvero? Li vedremo da vicino? Come in tutte le riserve naturali, paghi il biglietto e poi sei libero di addentrarti nella natura a tuo piacimento, rischio e pericolo. NESSUNO ti controlla, ma tutti ti vedono! Il rispetto per la natura qui è incredibile. Boulder’s Beach è formata da diverse calette divise da grandi scogli. Anche di fronte, l’oceano è frenato da una scogliera che rende questo luogo estremamente protetto e tranquillo.
Dopo esserci messi in costume da bagno, iniziamo la nostra passeggiata in mezzo agli scogli. Prima ci infiliamo di sotto, poi li scavalchiamo da sopra et voilà davanti a noi i pinguini!! Da non credere…chi dormiva, chi ti veniva incontro, chi stava amoreggiando in coppia, chi era nascosto sotto una roccia e finivi quasi per pestarlo, chi si buttava in acqua dagli scogli, chi prendeva il sole!. Ce n’erano ovunque, una meraviglia della natura. Ti puoi sedere sugli scogli con loro a fare la foto, come se nulla fosse. A ripensarci non credevamo di vedere un simile spettacolo. Per i bambini questo è il luogo ideale per stare insieme agli animali ed imparare a rispettarli.

 

Lasciamo a malincuore questo luogo, ma dobbiamo andare in capo al mondo… Al Capo di Buona Speranza, il punto più estremo del continente africano, anche se in teoria si contende questo primato con Cape Agulas (il posto, dicono, dove abbracci tutta l’Africa e che non abbiamo avuto il tempo di vedere).
Qui, appena arrivati e da buoni italiani mettiamo subito le gambe sotto il tavolo al “Two Oceans Restaurant” affacciato sul mare. Una meraviglia! Nel pomeriggio capatina veloce al faro di Cape Point con la funicolare e poi via alla riserva naturale del Capo di Buona Speranza. La percorriamo tutta in moto, sino a scendere all’estremità dove incontriamo liberi struzzi e baboons (simpatiche canaglie che non esitano a saltare nelle auto e rubare il cibo ai turisti). Una marea di piccole strade offrono la possibilità di visitare la riserva a piedi.
La sera torniamo a Cape Town dove per le strade della città si svolge il carnevale “Kaapse Klopse” che si ripeterà nuovamente il giorno 2 gennaio. Tutta la città è per strada per vedere sfilare i quartieri e le bande musicali che li accompagnano. Lungo la strada transennata la popolazione campeggia, con tanto di tenda e cibo per un reggimento, ma la sfilata è lunga circa sei ore. Crolliamo, non ce la facciamo e decidiamo di vederla durante il giorno…

1 gennaio 2012 – Anche qui a Capodanno è tutto chiuso o quasi e di gente in strada ce n’è poca. Decidiamo di andare sulla Table Mountain, anche perché avevamo già acquistato on-line i biglietti. Purtroppo lassù c’erano le nuvole… e di Cape Town neanche l’ombra. La Table Mountain è una montagna rocciosa e tagliata di netto che sorge nel centro della città, con un dislivello di circa 600 metri. Da lassù, in una giornata fortunata si può ammirare tutta la città.
Non ci soffermiamo molto e decidiamo di andare verso Camps Bay, Hout Bay, Greenpoint ed il Watefront. Luoghi da favola con spiagge stile Florida, quartieri residenziali, una marea di taxi mooolto speciali. Eh si ! In tutto il Sudafrica nei taxi collettivi ci va solo la popolazione di colore: stereo a palla, una ventina di persone stipate all’inverosimile e dotate di canotti, salvagenti, palloni da spiaggia. La mattina, dalla camera d’hotel, li sentivi passare e intuivi che era un taxi solo per il volume della musica!
A Camps Bay incontriamo le prime Harley del nostro viaggio: un gruppetto di 4 amici in V-Road, un’Electra mezza smontata a bordo strada e ci chiediamo, visto che ci sono almeno 5 Chapter ed altrettante concessionarie (fata eccezione per quella di Cape Town che ha cessato l’attività il 22 dicembre), dove siano finite le moto. Qui, a differenza che da noi, la moto la usano solo nel weekend ed è sempre lucida e pulita.

Proseguiamo lungo la costa fino ad Hout Bay per spingergi nel Green Point e mangiare nel locale “Sotano by Caveau”(di fronte al faro), molto di tendenza, giovanile, gay-friendly, vista mare. Quando si parla di pesce, ovunque si parla di ostriche e frutti di mare, gamberi ed aragoste, sardine portoghesi cucinate con peperoni verdi e cipolla, il tutto accompagnato da insalate greche e ottimo vino locale (bollicine, rosè, sauvignon blanc tutto proveniente dalla zona di Stellenbosch). Pranzo splendido, cielo da favola e finalmente la vera estate.
Il pomeriggio lo trascorriamo al “V&A Waterfront ”, sul porto di Cape Town, un concentrato di locali e ristoranti , hotel di lusso, gallerie per lo shopping e base di partenza dei traghetti diretti a Robben Island, l’isola in cui vi è la prigione in cui fu detenuto Nelson Mandela.
Al Waterfront oggi è grande festa, concerti dal vivo e tanta allegria. Il Watefront è anche il porto delle imbarcazioni private, barche a vela e catamarani, che danno spettacolo entrando ed uscendo dai vari moli ed attraversando il canale con il ponte mobile. Qui al Watefront c’è anche il Clock Tower, edificio molto in stile fiammingo/olandese, la classica torre dell’orologio. Ogni edificio a Cape Town è perfetto, le bidonville le trovi a 30 km dalla città e qui vivono gli immigrati provenienti da altri paesi africani. Grande o piccolo che sia, ogni paese ha la sua bidonville. Ci sono anche le bidonville “di lusso”, con le casette in mattoni e che sono oggetto di specifici progetti governativi di ricostruzione e bonifica di queste aree depresse. Diversamente, molto più a Johannesburg che non altrove, gli edifici privati sono organizzati in “Estates”, ovvero complessi residenziali molto belli e curati, cintati, con guardia all’ingresso e fili della corrente ad alta tensione per evitare l’ingresso ai malintenzionati. In altri paesi, tipo Port Elizabeth o Cape Town la tensione razziale è molto meno forte e sentita. A Joburg, Pretoria e Soweto invece è tutto molto diverso.
La sera ci concediamo una pausa, abbiamo veramente mangiato troppo e bene in questi giorni. Decidiamo di fermarci in un pub al Green Point per una birra ed un hamburger veloce.

2 dicembre – E oggi decidiamo di fare un break, niente moto, a piedi per la città.
Partiamo dal Castello, dove ogni giorno alle 10 in punto c’è il cambio della guardia e la dimostrazione della S.A.C.A. (South Africa Cannon Association) di sparo con un cannoncino, davvero piccolo. Il tutto si svolge all’aperto, nel cortile del castello ed stiamo ad osservare tutte le fasi di pulitura del cannone, carico della polvere da sparo, accensione della miccia e… fuoco! Che botta! Per essere un cannoncino di mezzo metro…
Il Sud africa è disseminato ovunque di cannoni e nella stessa Cape Town, sulle colline sovrastanti la città, ogni giorno alle 12 in punto viene sparato un colpo di cannone che viene avvertito in tutta la città. La S.A.C.A. si occupa di creare manifestazioni a tema e di recuperare e restaurare i cannoni utilizzati in passato durante le guerre. Visitiamo poi il castello, molto spartano e sede dei militari e ci facciamo una passeggiata sulle mura.
Nel pomeriggio, dopo aver gironzolato a piedi per la città arriviamo nel quartiere “Boo Kaap”, coloratissimo quartiere molto vivace e ci apprestiamo a goderci la sfilata del “Klapse Kopse”, il carnevale Sudafaricano con più di 13.000 figuranti che trae le sue origini nell’ottocento quanto agli schiavi era concesso come unico giorno di libertà il 2 gennaio. Il carnevale è chiassoso, le bande dei vari quartieri sfilano suonando la gente del posto “campeggia” lungo la strada fin dal mattino per vederli passare. E’ un avvenimento molto sentito in città, che rimane bloccata per circa tre giorni .
La sera cena a tema americana da Hudson, il famoso locale sul Greenpoint dove si possono gustare i migliori hamburger di Cape Town. C’è molta gente ma dopo soli dieci minuti di attesa ci danno un tavolo e possiamo sbranare un succulento hamby.

3 dicembre – Partenza per Tigervalley, dove è rimasta l’unica concessionaria HARLEY vicino a Cape Town. Accoglienza squallida, nessuno ci ha notato, neanche che venivamo dall’Italia. Siamo stati noi che ci siamo presentati ma è servito a poco. La concessionaria si trova all’interno di un piccolo parco commerciale e non riusciamo a trovare neanche una maglietta, nulla…. poco dopo mezz’ora di sosta ce ne andiamo nell’indifferenza più totale.

Decidiamo che forse è meglio andarci a fare un buon bicchiere di vino alla Groot Constantia. Da nord, scendiamo a sud di Cape Town e imbocchiamo la Constantia Wine Route, una strada davvero bella. Groot Constantia è la più antica casa vinicola di Cape Town che consta di 170 ettari di vigneti, due ristoranti, museo permanente, Wine shop e sale degustazione. Tutte le attività di cantina sono ferme in questo momento perché qui la vendemmia inizia a febbraio ma è comunque possibile visitare la tenuta a piedi e visitare la cantina con successiva degustazione di 5 dei loro principali vini. Il costo di tutto ciò è irrisorio, 80 RAN , circa 8 euro in due. Al termine della visita, pranziamo al ristorante all’aperto sotto un sole magnifico. Nella zona adiacente la cantina ci sono prati immensi ,dove poter fare pic-nic, curati come campi da golf e sorvegliati dai guardiani a causa delle frequenti incursioni dei babbuini, intenti a rubare il pranzo dei turisti! E proprio mentre eravamo sul prato ecco un babbuino all’attacco: obiettivo lo zaino di una coppia di turisti. Velocissimo e con idee molto chiare! Appena spunta dal boschetto adiacente il prato, i turisti scappano e lui indisturbato si porta via tutto. Il guardiano, più veloce di un centometrista, si butta nel bosco e dopo un po’ ritorna con la prima parte del bottino , mentre il babbuino scappa via dalla parte opposta. Tutti ridevano, i turisti increduli un po’ meno!
Nel pomeriggio facciamo visita ai giardini botanici di Kirstenbosch e poi rientro a Cape Town per un po’ di relax.

4 dicembre – Sveglia presto e partenza per Stellenbosch, capitale dei grandi vini sudafricani a circa 50km da Cape Town. Colazione veloce da Cubana (catena di Bar&Restaurant stile l’Havana de Cuba) dove abbiamo avuto il coraggio di chiedere alcolici prima delle 10 del mattino…..e poi via verso la Tenuta “Spier Wines” dove avevamo già prenotato da mesi la “Fran K. Smith Tasting”, la degustazione completa dei loro vini di maggior pregio e successo. Ci accolgono con simpatia e grande professionalità.
Le degustazioni dei vini, qui, sono fatte in solitaria. Ogni ospite dispone di un proprio tavolo di degustazione, all’interno di un salone all’aperto con vista sul parco e sui vigneti. Il sommelier serve i vini, ne spiega le peculiarità e poi lascia tutto il tempo per degustare e spiluccare deliziosi formaggi e marmellate. Da Spier inoltre si può soggiornare in un lussuoso hotel 5 stelle con Spa, mangiare o farsi preparare un pic-nic da assaporare sul prato e visitare il centro di recupero dei ghepardi. C’è molta gente ma decidiamo di metterci in coda per poter entrare nella zona dove vivono i ghepardi ed avere la possibilità di accarezzarne uno da vicino. Siamo molto fortunati perché proprio al nostro turno ci danno al possibilità di vedere ed accarezzare un esemplare adulto. A differenza di quanto potevamo immaginare, il pelo di un ghepardo è molto irsuto ma accarezzandolo si comporta come un vero gattone, fa le fusa proporzionate alla sua mole. Il suo “padrone”, un addetto del parco, viene leccato ovunque! Comunque sia quando si volta verso di noi, mette un po’ di inquietudine, lo sguardo non ha nulla di tenero. È un’esperienza unica accarezzarne uno!
Al pomeriggio, decidiamo di visitare anche le Tenute “Asara Wines”, ma non ci entusiasmano molto anche se molto belle e curate.
La sera rientriamo a Cape Town, dove siamo finalmente riusciti a prenotare una cena al famosissimo ristorante “Beluga”, sempre nel Greenpoint. Bella gente, ottima cena all’aperto, molti europei, servizio impeccabile con un cameriere che tifa Sampdoria!!!

5 dicembre – Ci aspetta una giornata lunghissima. Tappa da 1000 km tondi tondi sulla nazionale 1. Mille chilometri di strada dritta… Meno male che il tempo è ottimo, quasi quasi ci fosse il pilota automatico non andrebbe male… la tappa di oggi ci porta da Cape Town a Bloemfontein. Il viaggio scorre piacevole tra le cittadine del Free State e le più vivaci sono di sicuro Beaufort e Colesberg. Il viaggio scorre piacevole e le persone che incontriamo per strada sono tutte gentili, non c’è vento, la strada è in ottime condizioni e il nostro Softail borbotta sornione alla media dei 120km/ora , carico come un camion!
Dopo dieci ore e un quarto arriviamo a Bloemfontein, stanchi, accaldati e affamati. Ci sistemiamo in hotel al “City Lodge” sulla Nelson Mandela Drive e dopo la doccia ritorniamo al Waterfront per mangiare di nuovo da “Ocean Basket” dove il cameriere della volta scorsa ci riconosce subito! Ingurgitiamo e beviamo di tutto, poco dopo in albergo crolliamo in un sonno profondo.

6 dicembre – Si ritorna a Joburg! Tappa meno impegnativa, solo 400km.
Il viaggio scivola via che è un piacere fino alle porte della città dove però ci attende un maxi ingorgo creato da un posto di blocco gigantesco della Polizia. Da un lato e dall’altro della strada una ventina di posti auto dove le auto o le moto vengono fermate e controllate in ogni particolare. Ci era già capitato verso Cape Town di essere fermati e,cosa molto importante, è avere con sé la patente internazionale di guida, che viene subito richiesta dagli agenti.
Il sole a picco fa diventare insopportabile l’attesa , ma da queste parti è meglio non farsi vedere insofferenti o sorpassare la colonna di auto con la moto, perché i poliziotti sono molto nervosi. Perdiamo più di un’ora ma riusciamo ad arrivare dal Dealer verso le 13,30 per sbranare un panino, bere una birra e comprare ancora qualcosa! Senza saperlo Giovanna aveva accompagnato Nicholas a ritirare la moto per un tagliando veloce e così ci incontriamo subito, senza aspettare la sera. Arriva anche Pierre e l’accoglienza è stata festosa, come all’andata!
Paola è sicura di avere ancora del posto nelle valige della moto e si butta nello shopping sfrenato! Salutiamo gli amici che rivedremo alla sera e saliamo in moto verso l’hotel, sempre a Centurion – Irene Country Lodge -. Siamo stracarichi, di posto sulla moto non ce n’è più…Borse HARLEY con gli acquisti tenute in mano ed in testa!, Il guardiano all’ingresso dell’Hotel, vedendoci in quelle condizioni, non poteva fare altro che ridere!!
Giusto il tempo di sistemarci e di bere una buona bottiglia di Brut Pongcraz, che la festa ricomincia!
Nicholas viene a prenderci mentre Giovanna è dalla parrucchiera; è in programma una festicciola in nostro onore con una rappresentanza dei soci presso la sede del Chapter ( I soci del Johannesburg Chapter sono oltre 700).

Durante la festa c’è un momento istituzionale e molto emozionante durante il quale ci scambiamo i rispettivi colori. Ci riempie di orgoglio essere accolti dal rappresentante del Dealer che indossa la t-shirt dell’Harley-Davidson Alba e da Jeff, che fa da cicerone della serata! Dobbiamo fare un discorso anche noi, ma non ci vengono le parole, siamo emozionati. Una cosa è sicura, gli abbiamo detto che torniamo e lo faremo, e anche presto!
La serata prosegue al ristorante italiano “Pappardelle”. Gestito da italiani, non si può che mangiare bene anche qui.

7 dicembre – Sorpresa! Partecipiamo al Breakfast Run del Johannesburg Chapter con tappa alla concessionaria H-D di Pretoria. Molto bella, al piano superiore bar e terrazza all’aperto dove esageriamo e facciamo la colazione “Large”.
All’interno del Chapter , con più di 80 Officer, c’è anche il Breakfast Club che si preoccupa di organizzare alla domenica il giro e la colazione per i soci… Slurp…

Alle 14.00 dobbiamo abbandonare il nostro Softail alla società di noleggio. Telefoniamo a Thys che ci manda Dowe ad aprire il negozio per il ritiro della moto. Precisiamo che all’andata abbiamo fatto aprire il negozio alla vigilia di Natale per ritirare la moto e non erano molto contenti…
Il nostro Softail ha macinato 2.850 Miglia. La società di noleggio ci offre anche il passaggio in hotel , ma non ci spiega come… con un pick up cassonato a due posti, in tre davanti, uno in braccio all’altro… non riuscivamo a trattenerci dalle risate e all’arrivo in hotel davanti alla reception ci siamo buttati fuori dall’abitacolo come due sacchi di patate!!!

Purtroppo la nostra avventura sta per finire. Giovanna e Nicholas ci vengono a prendere per accompagnarci all’aeroporto e ci siamo dovuti salutare, trattenendo a stento le lacrime. È dura ripartire, ma ci siamo ripromessi di mantenere i contatti e così è stato, anche nei giorni successivi al rientro. E’ stata una bella esperienza organizzata da soli, senza appoggi di nessun tour operator e quello che più ci è rimasto nel cuore, oltre alla natura incontaminata e alla gente del posto, è stata l’amicizia incondizionata di due persone straordinarie, Giovanna e Nicholas e degli amici del Johannesburg Chapter.
Aspettateci, torniamo presto, Natale 2012: destinazione Kruger Park e Kwazulu Natal e Africa Bike Week 2013.

Marco Rista – Alba Chapter Italy – Activities Officer
Paola Giovannini – Alba Chapter Italy – Webmaster

 

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